Chi è Vera?
Utente: vega77
Nome: Vera
Sono una donna senza respiro, un fuoco senza pausa, un diario senza pareti. Una cornice senza la fotografia.

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Hotel and the Factory
Hotel Caotika
Dalle ore otto alle ore nove verrà servita la colazione psichedelica.
Nessun commento per il pranzo. Tantomeno la cena. Verranno forniti cestini di sopravvivenza solo in caso di nessuna necessità.
Mayonnaise Factory
In un oceano di maionese, continuo a navigare a vista a bordo di un grissino gigante, che a ben vedere si assottiglia sempre di più. E non è neppure della miglior qualità(la mania del risparmio). Attendo l'arrivo dei tonni.
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Siamo pezzi di stelle che contemplano stelle.
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IN ARIA... & kiocciola
(modificato - anche se per poco - dalla Vera)
Distribuito su
IN ARIA..., kiocciola, NST & GRAFICA DI STILE
Benvenuti nell'Hotel Caotika. Volete una camera?
giovedì, 29 novembre 2007
avviso ai naviganti
ciao a tutti
per problemi logistici la vostra Vera sarà off line per un po' di tempo, spero il più breve possibile.
Tornerò ad invadere il blog di deliri appena potrò.
Nel frattempo in mia assenza, mi raccomando... non strappatevi i capelli ;-)
Scritto da: vega77 alle ore 11:32 | link | commenti (1) | Categoria: improvvisazioni su nessun tema
giovedì, 22 novembre 2007
la ragazza biscotto
E' lo strazio di te, e di una voce sottile da carillon. Un commento, un sogno, un sorriso strappato, la fuga tra il pentirsi e il non farlo... quante voci da quel minuscolo carillon.
Era un regalo di mia nonna, arrivava dal mare. Mi pare.
Non ricordo neppure la melodia. Forse una canzone dei Beatles.

Nostalgica mattina di luglio. Nostalgia strana, per essere luglio, con l'obbligo del divertimento e tutto il resto.

Se tu mi sussurrassi ancora una volta il mio nome dentro l'orecchio...  Ma hai deciso di non farlo più. Mi guardi cinico, dicendo "lo sai". Ma io non so niente. Sono una piccola donna. Non so niente.

E' lo strazio di te. E uno spezzettarmi in infinite briciole. Sono una ragazza ridotta in briciole.
Un piccolo biscotto senza sale e senza sapore.

(luglio 2006)
Scritto da: vega77 alle ore 16:06 | link | commenti | Categoria: racconti a forma di mela
mercoledì, 21 novembre 2007
Lo strazio dei carillon, e la loro inesauribile elica calda di scirocco.
Un fazzoletto col profumo di mia madre, una catenina d'oro e un crocifisso che dondolava; un calore che cerco disperata nei termosifoni, senza trovare calore, né termosifoni;
un suono tra il cristallo e la plastica, un'onda piatta come i vassoi, ma d'argento. Proprio come i vassoi.

Un pezzettino di cuore se n'è andato, anni fa. Tanti, tanti anni fa.
"Se solo trovassi la voglia di vivere, anche per un momento" - ricordo pensavo mentre in macchina tornavo a casa. Guidava mio padre. Avevo sette anni.

Ora la catenina d'oro è appesa al mio collo. Non c'è nessun crocifisso a dondolare. E neppure sforzandomi riesco a ricordare  l'odore su quel fazzoletto.
Scritto da: vega77 alle ore 11:04 | link | commenti | Categoria: improvvisazioni su nessun tema
martedì, 20 novembre 2007
novembre, take 1
L'eterna voglia di scrivere, e la presenza viva di un amore latente per l'autunno, che non mi so spiegare, mi portano a distribuire parole dentro uno spazio bianco sebbene al momento la mente resti a cavalcioni di strani arcobaleni.
Il grigio sofferente, e il freddo aghiforme, gli scheletri d'albero e il torrente infreddolito, l'asfalto dissestato e l'erba marcita, sono l'ispirazione per una dolce suite di parole; probabile che non sentirò più la neve che cade la sera e mette tutti a tacere. O forse si, e me la godrò dal mio balcone nuovo. E in quel momento la solitudine sarà la mia unica sposa, la sola che vorrò avere a fianco. Anche il fiato lontano di una speranza. Ma soprattutto fiocchi di neve.

E' bello perchè sono un poeta. E un po' no.
Soprattutto no.
Scritto da: vega77 alle ore 11:00 | link | commenti | Categoria: improvvisazioni su nessun tema
domenica, 18 novembre 2007
pazienza
Tre quarti d'ora. Tre quarti d'ira. Anzi, intera.
Aspetto al freddo. E aspetto. Aspetto. Ho la busta della farmacia. Se aspetto ancora un attimo, tornerò in farmacia a comprare anti influenzali.
Se l'influenza l'avessi io sulle persone al punto da evitare di star qua ad aspettare al freddo...
E aspetto e aspetto e aspetto...

Ho perso la pazienza.
Non la perdevo dallo scorso natale. Credevo che per quest'anno avrei saltato il turno...
Scritto da: vega77 alle ore 12:44 | link | commenti | Categoria: improvvisazioni su nessun tema
giovedì, 15 novembre 2007
fantasia arancio
Arlaune quella mattina tentò di aprire la finestra della propria stanza, ma non poté: una parete di mattoni si nascondeva dietro le tende, palesandosi di colpo in tutto il suo duro rossore sfacciato. Arlaune giurò di aver sentito una risata provenire da lontano.
Lei ebbe paura, di colpo: se i muri fossero cresciuti ancora, altre finestre sarebbero state oscurate e in casa, ora, ne rimanevano soltanto tre.
Indossò indumenti arancio, si fasciò il collo con una sciarpa arancio e si mise a dormire.
Sognò di affacciarsi ad una finestra accanto a mille altre finestre, e di vedere tanta gente, un festival, una sfilata, un carnevale, trampoli e trampolini, piscine mobili e supermercati grondanti merci, motorini e bambini a scuola, sole, caldo, estate, brezza lacustre, montagne massicce, strade in festa. Nel cortile, professionisti giocavano a tennis con miliardi di palle, che volavano ovunque: Arlaune ne afferrò a manciate, e le rilanciò nel vuoto.
Come rideva...
Scritto da: vega77 alle ore 08:48 | link | commenti | Categoria: improvvisazioni su nessun tema
martedì, 13 novembre 2007
Wendy
Oggi è il giorno del compleanno di Wendy.
Non ho idea di chi sia Wendy, è stata una conversazione captata sull'autobus. Poi sono andata al panificio a comprarmi un krapfen, l'ora del tè si stava avvicinando, la notte pure, era troppo freddo per essere novembre e nel fiume tirava una brutta ondata.
Mi sto infilando in uno scatolone. Posizione fetale, mi è consonante. Non fa caldo, è solo troppo buio, ma che importa se davanti allla mia finestra stanno costruendo un'ascensore? Io sono ancora dentro casa, potrei gridare fino a scordarmi l'arpa che ho in gola, ma non servirebbe a niente perché i lavori proseguono tutti i giorni dalle otto alle cinque, tranne sabato e domenica. Oggi è martedi.
Mi sto infilando in uno scatolone. Il problema sarà sigillare da fuori con il nastro adesivo.
Troverò un sistema...

auguri Wendy!
Scritto da: vega77 alle ore 18:24 | link | commenti | Categoria: improvvisazioni su nessun tema
lunedì, 05 novembre 2007
rapsodia per lancette ( ragionamento zen di mezzanotte inoltrata)
era da un po'di tempo che non scrivevo i miei raccontini a forma di mela...


Secondo logiche terrene il tempo va avanti. Il termine “andare” è scorretto. Il tempo che scorre, è scorretto e scorrete scorrettamente è un gioco di parole dei più beceri. L’avanti: il futuro è davanti, il passato indietro. Alle nostre spalle. Nell’antica Grecia era il contrario: il passato che, davanti a me, vedevo allontanarsi e il futuro che mi coglie di spalle, per questo mi spaventa tanto anche senza farmi “boo”.

Voglio imparare a non sentire lo scorrere. Lo sciacquone, il fiume, il nastro trasportatore, il rocchetto sulla macchina da cucire: queste cose scorrono. Il tempo no. “ Il tempo è andato”. Ma dove è andato? Andato dove? Esiste questo luogo, per cui mi ci reco e trovo chili e chili di tempo, quello trascorso, quello buttato, quello perduto (mi lascio andare a verbi triti seppur non impropri) e ne afferro abbondanti manciate, carico zaini e cassapanche, camion navi aerei casse BULIMIA di tempo accumulo accumulo accumulo orgia di tempo e poi

Finalmente
Diventerò eterna, immortale.
Tutto fermo, per me, il tempo.
Per gli altri scorre. E che scorra pure.

Ma non mi pare vada così...

Scritto da: vega77 alle ore 13:55 | link | commenti | Categoria: racconti a forma di mela
venerdì, 02 novembre 2007
impro #1
(estemporanea, ovviamente. Come sempre, come tutto, come la vita. Questa è la differenza tra me.)

come non detto
sapete come vanno queste cose, se-dici "righello per mancini", il 16 diventa 61
Almeno a casa mia è così sempre
ogni trepperdue

vado via
vado via
vado via
da questa casa che mi pare sempre uno scantinato
dicono che ci voglia luce negli ambienti, ma a parte il neon non vedo niente, e di conseguenza non vedo mai nessuno.
Non vedo me stessa, potrei dire. Ma questa è una banalità pesante come una sacher: io SENTO me stessa. E non perché mi chiamo. Forse perché mi scorre il sangue.
(sento rumore di fruscio)



Scritto da: vega77 alle ore 08:41 | link | commenti | Categoria: improvvisazioni su nessun tema