Se un libro davanti al naso ti fa perdere la coincidenza con il treno, non preoccuparti: è la fantasia.
Se noti una spaccatura nel muro, non preoccuparti: è la realtà che inizia a fare acqua.
Se l'erba che vedi è già verde anche se siamo al ventinove di febbraio, non preoccuparti: è la mia tavolozza.
Sole, pizza, qualche cioccolatino. E una canzone al pianoforte (so che non so suonare, ma viene bene quel "qualcosa di stupido"). E il preludio di tante ore di sonno. Un libro, nuovo, che mi fa battere il cuore più forte. Perché ? Ma come, "perché"? Che razza di domanda è? Ma ti rispondo: perché una storia nuova batte a ritmo di bossa nova nella mia borsa, una storia che non conosco, e che forse mi farà venir voglia di bruciare il libro, o forse di tenerlo come talismano, o forse di spanderci sopra del caffè e creare cerchi di birra. Ma magari no. E se il fiato si riduce ad un sospiro, non preoccuparti: è la neve.
Arlaune ogni tanto sembra impazzire. E non considera più nessuno. Cancella tutti dalla sua vita, con una gomma che finge di possedere.
Io gliel'ho detto: ci si abitua a tutto, anche all'amarezza.
E lei preferisce cancellare.
Io non cancello, invece: perché tutto torna, anche i residui di gomma. E tirarli via, quelli...
In qualunque parte del mondo andassi, mi trovavo ad aver a che fare sempre con la penna che mi seguiva, e una strana voglia di riempire la borsa di feticci, reliquie e talismani. Sono una donna primitiva, nonostante tutto.
Per questo porto sempre borse capaci. Altrimenti mi riempirei le tasche e, finite quelle, sarei costretta a procurarmi dei tagli nella pelle per infilarci la roba. Meglio le borse.
Ho parlato adesso con la Vittoria al telefono che mi ha detto "Il tuo problema, Vera, è che sei troppo intelligente. Per questo stai da cani."
Non saprei, ho risposto: il mio cane dorme sul divano, e ti assicuro che lo invidio parecchio.
Tra due ore esco di casa per andare ad insegnare. Ma insegnare che cosa, se pure io ho troppo da imparare. Ho paura. Sto bluffando.
l'altra sera l'ombra di lui mi disse che
si sarebbe allontanata dalla risacca
per evitare che gli altri - mondi, credo - si accorgessero
della di lui presenza.
Non ti preoccupare - pensai all'ombra -
in qualche modo o nell'altro
nascosti tra un granello di sabbia e il suo vicino
siamo al sicuro.
Il vento cantò un sibilo sacro.
L'ora del desinare era ormai passata.
Come noi.
Vale, quando sto da te, mi metti all'ingrasso, perché? Arrivo e mi fai fare colazione. Grazie, dico, già fatta a casa. E tu mi rispondi che il viaggio in treno è stato lungo, e che merito di mangiare. No, sono solo 40 minuti. Niente da fare.
A pranzo uova, insalata belga, rape rosse; sembra niente, ma non se è condito con la maionese. E poi zuppa, sempre di verdure: ma cotto con carrè affumicato. Grazie Vale, cucini da dio, e il the con la cioccolata dopo il caffè è una gioia. :-) Il tuo istinto di vita è una flebo di entusiasmo. Ci vorresti tu dentro alle case di cura, ma per dipingere "di colori i muri e stelle sul soffitto" (Ruggeri docet) con la tua carica.
Io imparo da te, e non solo a suonare gli accordi di "the girl from Ipanema".
Canto.
L'altro giorno ho pensato che nulla stava andando bene, e mi sono messa a studiare una canzone. Era "In French they Kiss on Main Street" di Joni Mitchell.
Ho pensato "cosa canti? Stai per ricevere una brutta notizia, tra due ore squillerà quel maledetto telefono."
"Forse è vero", mi sono risposta, "Ma per la miseria, almeno ho cantato".
il sonno mi rincorre
stressstressstress
non respiro - ansimo
non cammino - mi trascino
non esisto - sono uno spettro
io mi nascondo - lui sa il mio indirizzo
ho
sonno
lasciatemi dormire nella tenda arancio, che cosa chiedo in fondo?
solo un po'di letargo.
un piccolo, minuscolo, accennato letargo.
Il caldo dei termosifoni ed il sole che si infila con la sua lingua tra le tende regalano una scenografia di primavera. Niente è più bello di una grande lampadina rosso sangue.
Se il soffitto cala come una pressa lento e inesorabile, chi se ne importa?
E' la pressione.
Quella di un ostico domani, intendo.
(Niente, dai, banalità)
Mi chiedo se la camera dei miei vicini, quella che confina con la mia, è davvero dipinta di più verde....