Non è suono, non è convenienza
soltanto un blues,
una lenta nostalgia, soffocante come una soffitta, che si appropria di te un centimetro al giorno, partendo dalle gambe.
Sarai albero, sarai tempesta, sarai la sconfinata pianura, e le balle di fieno; sarai un cartello nella nebbia, le campane a mezzogiorno, una torre lontana, e una strada che mi divide in due
- dolce vita mia, che ci giro in torno. Tu mi giri in torno, io non ti sfioro.
Non è convenienza, non è un suono
ma soltanto un blues
una lenta nostalgia
nient'altro che blues
Nient'altro che blues
o nient'altro che nostalgia
Nient'altro.
La tristezza che ferisce l'impotenza, e l'amplifica.
Otto ore a parlare di niente e la paura di un domani troppo appuntito.
Il coraggio nelle azioni di un amico, il dolore che porta all'inazione di un altro amico
ed io nel mezzo, che brindo al niente.
Io non mi sento male.
Il fisico oggi non risponde alla vita, ma non sto male.
Sono pronta a camminare e a salire rampe di scale, sono pronta a studiare, a cantare, a registrare la canzone di oggi per mandare avanti il demo mio e di Vale, e non sono pronta al domani appuntito, non sono pronta al tuo dolore, non sono pronta a morire ancora.
Amore e ricompensa, gestione delle forze e del coraggio, lenzuola pulite e bucato da stendere: questo è tutto l'oggi.
Nient'altro che un blues.