otto volte mi alzai stanotte (un po' in bagno, un po' in cucina, poi bagno e cucina e poi)
la vestaglia mandava crepitii di avanzi elettrostatici
il cotone dicono che sia scarso in inverno (dicono) ma io non trovo la stanchezza
tantomeno la freddura
stendo, lavo, rifaccio il bucato, poi suono e infine canto, nel mio privato butsudan, è già sera.
se lavoro la sera, è già sera.
se non lavoro la sera, è di nuovo sera.
pace ai violini e alle cene frugali.
sette voltre mi alzai la notte prima (a volte cucina a volte bagno, poi cucina e bagno e poi)
scrivo pochi appunti e prendo nota di lezioni
diligente come una scolaretta faccio tutti gli esercizi, altrimenti mi sento in colpa
vecchie suore nere, quanti retaggi.
Se sarò libera, mi divertirò a farvi un fischio.
colori di pasqua, colori di sentieri
di un genere perduto e della patafisica
non è una logica nè un pensiero o una rivista
(quella sta sulla libreria, intonsa)
è l'azzardo di un panino e di una penna
e di un sedile sporco, che però amo
(che stranezza)
scrivo sempre meno
- preoccupata a seminare patate fritte -
oggi esco vestita di caffè
il mondo soffia sul fuoco
trovate un nesso
o l'inizio dello spago