Quasi primavera, e non trovo di meglio che spazzare via l'inverno dal balcone.
La quiete dopo una giornata ventosa, che sa di sabbia e silenzio.
Se un tempo ero nascosta nel bosco, ora sto in mezzo al prato a braccia aperte. Braccia spalancate, caso mai non riuscissi a contenere sufficiente cielo.
Se scivolo nella malinconia non è colpa di un sentire, ma di una progressione armonica: mi minore, fa diesis minore, si minore, sol. Niente mi tocca come una sequenza di suoni ben organizzati. Forse neanche una carezza. Essa è tatto, e scivola come una foglia che è già ingiallita. La musica è nervatura, eterna parte dei miei tessuti.
Wrong - non è niente di sbagliato, ma la canzone più bella di questo inizio 2009 -