Benvenuti nell'Hotel Caotika. Volete una camera?
Non ho ancora visto foglie cadere - in compenso cadono rami, quelli del mio ulivo che sono stati tagliati dalla signora del piano di sopra, infastidita dalle cime sul suo balcone.
Non ho ancora visto colori che amo, arancio e marrone mescolati in un prezioso cocktail frizzante e terso;
Non ho neppure raccolto frutti che già s'addormentano gli alberi - ma io no -
Ieri sera alla riunione di studio buddista, il tema era "l'inverno si trasforma sempre in primavera", una lettera di Nichiren ad una discepola. Non s'è mai visto di inverni eterni, non s'è mai visto un inverno diventare autunno, ma sempre sempre primavera.
Storie di vita quotidiana da persone come me si sono intrecciate alle sagge parole di Nichiren, e la differenza non vi era più; il coraggio, la scintilla, la normalità trasformata in esempi concreti, la paura che ogni giorno viene messa a tacere, e la forza.
Anche se le foglie cadono, io non mi addormento;
Anche se questo mio inverno personale pare non finire mai, io non mi addormento all'interno del suo freddo;
Se il jazz vuole ancora scorrermi dentro e scaldarmi, è il benvenuto. Così come tutto quello che ancora non conosco.
Avete mai ascoltato i dischi di Ella Fitzgerald, quelli in cui lei era già una vecchia signora?
Se non lo avete fatto, fatelo. Perché lei mi fa impazzire, mi fa gridare, mi fa cantare, mi fa alzarmi in piedi e ballare. Era divina, era stupefacente, era IL JAZZ. Le scorreva al posto del sangue.
Ora, anch'io dico che il jazz mi scorre al posto del sangue, perché non posso fare a meno di vivere con questa musica. Ma in confronto ad lei, nelle mie vene scorre solo citronella...
Scritto da:
vega77 alle ore 11:08 |
link |
commenti | Categoria:
free jazz
Non c'è giorno in cui possa stare in pace. Neanche di domenica. Sono quasi ammalata, ho la febbriciattola che va e viene, ho le ossa che vorrebbero sciogliersi, eppure... eppure niente pace, sempre qualche problema che deve essere risolto...
... qualche giorno fa ho ricevuto un juzu dalla mia responsabile del gruppo buddista che frequento. Ero felicissima...
...Ieri ero in giro con Ste e ho visto veramente delle zucche. Non in mezzo alla strada, ma agli angoli, e zucche nelle fiorerie, zucche ornamentali, zucche cibesche e zucche di plastica addormentata. Zucche dappertutto. Quanto le amo...
... e questo scorcio di diario personale quanto vi importerà? non credo tanto...
... le lenzuola nella mia stanza profumano di bucato. Il piumone morbido mi aspetta. Un libro e un disco del trio di Esbjorn Svensson.
Anche la Vale è ammalata. Siamo davvero in simbiosi noi.
... mi ritiro nella mia nuvoletta di calore e riposo - oggi - reciterò daimoku con il mio juzu - immaginerò di studiare canto, e non lo farò visto che non ho voce - oggi - c'è sempre qualcosa che mi manca, forse un abbraccio, forse un amore, o forse il desiderio di questi...
Pace, un po' di briciole, poco jazz, lieve riposo.
(e stamattina tu mi telefonasti al risveglio, amico mio, e mi dicesti che mi vuoi bene)
Scritto da:
vega77 alle ore 14:36 |
link |
commenti (2) | Categoria:
free jazz
Sento spesso una persona a me molto cara chiedermi "Ma tu mi vuoi bene?"
Quando qualcuno si mette a nuotare dentro il mio sangue, sarebbe impossibile provare altro che non sia amore.
Perché odio, perché indifferenza, perché? Non sarebbe meglio un ronzare di sottofondo fatto di sentimento benevolo?
Vi regalo questa storiella tratta dal libro "101 storie zen" (era da un po' che non scrivevo queste storielle...). Si intitola: "Recitare i Sutra".
Un contadino chiese a un prete Tendai di recitare i sutra per sua moglie che era morta. Finita la recitazione, il contadino domandò:
- "Tu credi che mia moglie ne trarrà vantaggio?"
- "La recitazione dei sutra sarà beneficio non solo a tua moglie, ma anche a tutti gli esseri senzienti" rispose il prete.
- "Se dici che sarà di beneficio a tutti gli esseri senzienti," ribetté il contadino "sta' a vedere che mia moglie è troppo debole e gli altri ne aprofitterano per rubarle il vantaggio che toccherebbe a lei. Sicché recita i sutra soltanto per lei, da bravo"
Il prete spiegò che un buddhista vuole elargire benedizioni e augurare benefici a ogni essere vivente.
- "Questa è una bella regola, " tagliò corto il contadino "ma stavolta fa' un'eccezione, per piacere. Ho un vicino che è un gran villano e mi fa sempre un sacco di sgarbi A me basta che da tutti quegli esseri senzienti tu escluda lui."
Scritto da:
vega77 alle ore 13:32 |
link |
commenti (2) | Categoria:
free jazz
La forza. Di agire, di lavorare, di consigliare un amico, di abbracciare anche chi credevo dimenticato.
Il mal di testa e il poco dormire, il sentirmi spesso sola come una palma, le radici dove non vorrei che fossero, e le foglie spettinate; il bramare un amore, il sperare un amore, il sognare e credere e sentire con tenacia: l'amore, sempre l'amore.
E tutto il resto che sta attorno. E il gioire per aver letto, anche oggi, la parola di Buddha. Ed il scoprirmi a leggere leggere e leggere, i libri nello zaino, un altro viaggio in treno e la musica, le speranze di un lavoro migliore e lottare ogni giorno con ogni goccia di sangue per ottenerlo; l'energia di Vale, che non so dove la vada a pescare... ed il sapere sempre che i miei amici più cari, i pezzettini della mia stessa pelle, sono ogni mattina e ogni sera nelle mie preghiere.
Scritto da:
vega77 alle ore 21:15 |
link |
commenti | Categoria:
free jazz
E' più di una canzone. Più di un respiro.
Inizia la settimana e l'ansia di un qualcosa che verrà è sempre presente, forte come un pugno, appiccicoso come una ragnatela.
Mi chiedo spesso come fare.
Prosegue la mia pratica buddhista - gocce di forza mi stanno bagnando.
Sarà bello però vedere come prosegue la cosa (la cosa, tutte le cose...)
Scrivo, e spesso non so che dire. Inchiostro verde sul mio diario ( ho comprato la confezione che comprendeva una penna rossa e una e verde e me le devo tenere). Il cuore batte un po' più forte.
Scritto da:
vega77 alle ore 13:24 |
link |
commenti | Categoria:
free jazz
Sarà il dolore fisico, sarà il silenzio e forse una parte della non comunicabilità ad attaccarsi alla mia pelle come umidità stagnante. La mattinata è serena. Il pomeriggio, studioso. La serata lavorativa.
Nessun dorma.
Non cedo alla depressione. Perché il corpo è dentro al frullatore, ed è normale esserne scossi. Il tappeto su cui mi sdraio non volerà da nessuna parte; il pavimento non è una scelta di vita.
Se la realtà è cruda, allora non avete mai visto certe fantasie.
La gente va al supermercato con indifferenza, si aggira tra la carne con indifferenza, cernendo verdure e bigodini. Con indifferenza.
La gente pare tutta sotto anestesia ed è strano vederla in questo modo. Per quale motivo voler morire a tutti i costi?
C'è la notte apposta per dormire. Il carrello si inciamperà se guidato male.
Scritto da:
vega77 alle ore 10:14 |
link |
commenti | Categoria:
free jazz,
acid cappuccino
Ciao a tutti, eccomi tornata a scrivere su questo blog dopo la pausa estiva - chiamiamola così.
Sono serena. Non ero così serena da qualche anno. Finalmente ho deciso di iniziare a praticare il buddismo, dopo anni che giravo attorno allo Zen, immergendomi per poi riemergere, e tornando sempre al punto di partenza.
L'incontro con una persona che per caso mi ha accennato al buddismo di Nichiren Daishonin è stato fortuito, ma ora so che era già tutto tracciato da me in precedenza: ho solo seguito la strada, e la strada si è rivelata.
Inizierò a praticare entrando in un gruppo, questa settimana.
Felice? Di più. So di aver trovato la mia strada.
Altro non posso scrivere ancora, perché ancora non so, ma non ho fretta, fretta di niente. Assaporo, questo è tutto.
Scritto da:
vega77 alle ore 21:26 |
link |
commenti (1) | Categoria:
free jazz
Non mi accontento di carezze e piccoli nomi
Non mi accontento.
(Eppure mi accontento)
Sono viziata come un gatto dormiente, vigile come le foglie aperte. Nessuna mezza misura, come legno puro vibrante, eppure sono sciolta nel tuo cielo come una compressa.
Un giorno sarò la Scelta.
Un giorno.
Tra le braccia, tra i sospiri, tra tutti i colori che ho sempre sognato. Tra tutto questo. E tutto ciò che ancora non conosco.
Improvvisamente, ballando, conoscerò e allora crederò di conoscere da sempre.
Fino a quel giorno, studierò minuziosa i passi della danza.
Potrei essere chiamata sul palco da un momento all'altro.
Scritto da:
vega77 alle ore 23:16 |
link |
commenti | Categoria:
free jazz
Sono scarica.
Ho fatto il test e risulta che le mie batterie ricaricabili sono ormai da buttare. Posso stare notti intere dentro al caricatore attaccato alla corrente, ma niente da fare. A mezza mattina ho il fiato corto. Alla sera praticamente collasso. Non ho la capacità neppure di imparare una canzone. Non credo che qualche giorno di mare compiranno il miracolo. Ma il miracolo lo si deve anche aiutare.
Amo.
E il mio amore ha le radici verde scuro. Si impossessa dei miei organi.
E' arrivato a metà della spina dorsale.
Scritto da:
vega77 alle ore 21:57 |
link |
commenti (2) | Categoria:
free jazz
Ho il cuore felice. Ho una tremenda voglia di piangere. Ma ho il cuore felice.
Grazie al mio girasole personale.
Grazie ai fiori e grazie ai frutti, quelli che nascono in primavera.
Scritto da:
vega77 alle ore 00:10 |
link |
commenti | Categoria:
free jazz
Non so se è più il caldo o lo stress a far diventar acido il mio umore. Vorrei dormire più tempo, per non dover ascoltare la giornata. O forse sto leggendo un libro di Henry Miller, e non mi piace, e questo mi annoia da dentro, a cominciare da certi organi.
Quando le giornate succedono, quando vedo felicità passare e non toccarmi, c'è un posto dentro di me, in fondo alla pancia, dove una piccola Vera se la dorme pacifica, sorridente, fregandosene di tutto quanto. Scendevo più spesso un tempo. Ora dovrei di nuovo chiamare l'ascensore, a far bene.
Sapete? Ho voglia di scrivere nel diario. Ma la vita schiamazza ed io non la codifico bene. Scaduto l'abbonamento alla smart card di qualche decoder? Forse.
Niente.
Mi viene voglia di bruciare il taccuino. Ma sarebbe un errore. Sarebbe come confermare che l'ultimo anno della mia vita non è mai esistito. Ed io so che invece è esistito e non solo: si è sostituito alle ossa del mio scheletro. E' stato l'anno più pazzesco della mia vita, un anno in cui l'amore è diventato una metastasi, a metà tra il veleno e il piacere, tra l'ossessione e la follia, tra la tragedia e l'innalzamento, tra la vita vera e la crocifissione.
Lo stress mi stringe nella sua coperta spinosa. Non solo: sono mesi ormai che non produco più un racconto. Forse nessuno ne sente la mancanza. Io la sento.
E' brutto dirlo, ma non riesco neanche a pensare al lavoro.
E' brutto dirlo, ma non vorrei altro che starmene sola sola sola in un isolamento perfetto
E' brutto dirlo.
Ho provato a scrivere. Fogli bianchi.
Ho provato a riempire il diario. Fogli imbrattati.
Ho provato a girovagare senza meta. Mal di testa.
Ho provato a lavorare. Affanno.
Ho provato a studiare. Afonia.
Ho provato. Ma non con l'aiuto di Dio.
Chiacchiero e non so che mi dico.
L'arancione stinge in ogni sua parte, il colore cerca lo scarico. Quello che non trova forma una pozza. E' un mare di succo e sangue e recessi.
Una mente con fatica. E un taccuino nuovo che vorrei. Per resettare.
Resettare.
Dimenticare.
Ma forse no. Che se non mi aggrappo a ciò che è stato, non esisto e non esisterò.
Ieri pomeriggio Piff mi ha portata davanti alla vetrina di un negozio pieno di abiti nuziali.
Nessuno dei due parlava. Dopo poco ho chiesto:
-" Che ci facciamo qui Piff?"-
e lui : - "Mah, di solito alle donne piace."-
io: - "Tu mi odi, non è vero?"-
Superati i trent'anni, una donna impazzisce. Io non ci volevo credere. Ma invece sto impazzendo. Devo soltanto non perdere di vista il mio principale riferimento, che si chiama musica, e mantenermi sui binari, cercando di limitare le cazzate, parare i colpi.
Mica facile, se il seme dei pizzi e il tormento da abito bianco striscia dentro di me come una metastasi. Dovrei munirmi di lamette e tagliare, cercando di uccidere il principesco vestito che si vorrebbe sostituire ai miei jeans.
Non voglio evitare il matrimonio. Questo no. Ma non voglio che diventi un'ossessione. Altrimenti rischio di sposare il primo ornitorinco che mi passa davanti.
Devo farcela. Devo farcela.
Devo.
Me lo devo.
Scritto da:
vega77 alle ore 21:26 |
link |
commenti | Categoria:
free jazz,
acid cappuccino
Vedo le persone che amo soffire, e a quel punto il mio privato dolore passa in secondo piano. Quasi si cancella.
Stasera ha piovuto, ma a me non importava, perché volevo solo che non fosse il tuo cuore a piangere, amico mio. E la cosa non era possibile.
La pizzeria era piena di gente che a noi non piaceva, e quando mai ci piace la gente? Ridevamo, per non sotterrarci. E poi abbiamo progettato una mini vacanza.
A volte credo che l'amore sia il cardine della mia vita.
Solo se regalo ogni giorno gocce d'armonia mi sento felice.
Egoismo?
Scritto da:
vega77 alle ore 23:48 |
link |
commenti (1) | Categoria:
free jazz,
acid cappuccino